Roberto Zucco

Roberto Zucco. Teatro Elfo Puccini Milano. Stagione 2024/2025

Dal 13 al 17 novembre 2024 al Teatro Elfo Puccini di Milano in scena Roberto Zucco di Bernard-Marie Koltès con la regia di Giorgina Pi.

 

Giorgina Pi sceglie Roberto Zucco, testo postumo di Bernard-Marie Koltès, ispirato alla vera storia. Roberto Succo è un giovane originario di Mestre che, dopo aver barbaramente ucciso i genitori, evade dal carcere e, benché inseguito dalla polizia di tre stati, riesce a perpetrare una serie di altri crimini prima di venire nuovamente catturato e suicidarsi in carcere, nel 1988.

«Per me - afferma Giorgina Pi - questa storia di quasi quarant’anni fa rispecchia il nostro tempo. Dopo Pilade, Lemnos e Tiresias scelgo Roberto Zucco nel desiderio di leggere un dramma attraverso gli occhi di un eroe negativo. E voglio farlo con Bernard-Marie Koltès, che considero uno dei più grandi tragici contemporanei. Portare in scena il male, l’indifendibile e, oltre ogni morale, quello che l’autore mette sullo sfondo dal primo all’ultimo verso: il rischio di affacciarsi sul mondo per l’ultima volta, compresa la sua attrazione per questo assassino feroce. Un racconto che corre inesorabile verso la morte, in cui nessun personaggio è salvo».

La storia è ambientata nel Sud della Francia, in una provincia torbida. Ma si sente forte emergere la Parigi che Koltès tanto amava e che tanto ha vissuto. È la città maleducata, mista, dove la libertà preme: Pigalle, Barbès, l’Africa ovunque, dove Roberto Zucco sogna di fuggire.
Nel 1988 Jean-Marie Le Pen ha più del 14 per cento dei voti e per Koltès l’ascesa del Front National è insopportabile.

«Roberto Zucco - aggiunge Giorgina Pi - è popolato dai corpi e dalle esistenze che l’hanno sempre abbagliato. Gli ultimi, le reiette, le notti inconsolabili dove la disperazione si fa violenza e carnalità. Luoghi reali e simbolici, dove gli uomini sono predatori e le donne inventano modi per difendersi. Non c’è retorica. Roberto Zucco è un gioco tagliente che sembra dirci quanto è potente e doloroso vivere quando non si ha più nulla da perdere».

Nella rielaborazione drammaturgica del fatto di cronaca, Roberto Zucco è un personaggio alla ricerca dell'ignoto, sospinto dall'inquietante ansia di voler superare nuove frontiere. Dal mito prende la tensione a spingersi oltre ogni confine, come Icaro cerca di avanzare verso una luce estrema, ma finisce la sua folle corsa verso il sole, svelando le pieghe più profonde e nere dell’animo umano.
Bernard-Marie Koltès incontrò lo sguardo dell’assassino Roberto Zucco per caso, su un manifesto affisso nel metrò e intercettando, poi, i fatti di cronaca del 1988, suo ultimo anno di vita. (Morirà nel 1989, a 41 anni, per le conseguenze dell’Aids).

«Ecco perché Roberto Zucco può essere inteso come un testamento spirituale - conclude Giorgina Pi - sulla marginalità e il concetto di violenza che stava maturando all’alba degli anni Novanta.
Il linguaggio del dramma è essenziale. I dialoghi, quasi brandelli di un discorso interrotto, tracciano scene brevi in uno stile secco e senza enfasi. C’è inoltre una tensione sotterranea: l’energia di Koltès che si batte per prolungare la sua vita e che, fino alla fine come Zucco, possiede una strana certezza di sopravvivere».


Roberto Zucco
Di Bernard-Marie Koltès
Traduzione Francesco Bergamasco
Adattamento, regia, scene e video Giorgina Pi
Colonna sonora originale Valerio Vigliar
Ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai
Costumi Sandra Cardini e Gianluca Falaschi
Con Valentino Mannias e Andrea Argentieri, Flavia Bakiu, Monica Demuru, Gaia Insenga, Giampiero Iudica, Dimitri Papavasilìu, Aurora Peres, Alessandro Riceci, Kevin Manuel Rubino, Alexia Sarantopoulou
Un progetto di Bluemotion
Produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Metastasio di Prato e RomaEuropa Festival
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd. per gentile concessione di François Koltès

L’opera Roberto Zucco è edita da Arcadiateatro Libri, Bernard-Marie Koltès TEATRO – Volume 2

Info e biglietteria: www.elfo.org

  • 13-11-2024 - 17-11-2024
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