Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta Piccolo Teatro Strehler Stagione 2022/2023

Dal 2 marzo al 6 aprile 2023 al Piccolo Teatro Strehler di Milano in scena Romeo e Giulietta di William Shakespeare, adattamento e regia di Mario Martone.

Romeo e Giulietta è la prima regia firmata da Mario Martone in una produzione del Piccolo Teatro di Milano ed è il primo allestimento del titolo nei 75 anni della sua storia. L’amore improvviso e intensissimo di due adolescenti, reso ancora più forte dalle avversità che li tengono separati, si è prestato a infinite letture, adattamenti, travestimenti, interpretazioni, nel cinema e nel teatro.

L’edizione Piccolo 2023 è, quindi, una novità sotto ogni punto di vista. Una compagnia di 30 attrici e attori, la cui età media è inferiore ai trent’anni, affianca ad interpreti giovanissimi, per lo più ventenni come Romeo (Francesco Gheghi) – mentre Anita Serafini, nei panni di Giulietta, è la più giovane con i suoi 15 anni – a protagonisti della scena italiana come Lucrezia Guidone e Michele Di Mauro (nei panni di padre e madre Capuleti) o Licia Lanera in quelli della balia che Martone ha trasformato in zia, una sorta di sorella oscura di Donna Capuleti. Il regista sceglie, quindi, la via della mimesi anagrafica di un testo che è animato dalle più acerbe e potenti pulsioni giovanili, colte in un tempo della vita, l’adolescenza, misterioso, spigoloso, ambiguo, tutto da decifrare, e opposte a un mondo adulto violento, nelle dinamiche familiari e sociali.

Romeo e Giulietta è la fiaba per antonomasia, con tutti i suoi crismi – filtri magici, traversìe, esilio, alleati, nemici, duelli – ma senza il lieto fine. Più di quattro secoli dopo, i temi del testo sono prepotentemente al centro del nostro vissuto quotidiano.

Fin dalle prime prove a tavolino, Martone ha dichiarato di muoversi, nell’approccio all’opera, lungo un doppio asse: un’ordinata rappresentata dal piano del testo e un’ascissa evocata dal rimando a una contemporaneità, che si innesta anche nella lingua restituita dalla traduzione di Chiara Lagani. «Mettiamo in scena un mondo in cui lo scontro domina senza ragione, in cui il senso stesso dell’esistenza sembra essere nello scontro» spiega Martone. «Una pestilenza che rende impossibile l’arrivo di una lettera ma non frena le feste. Un amore che sboccia all’improvviso per sfuggire a tutto questo, innocente e ribelle. Un amore illuminato solo dalla luce della luna e dell’alba: la natura, immanente, in attesa di un cambiamento che non arriverà mai».

E proprio la natura disegna la parte superiore della scena, firmata da Margherita Palli: un’ambientazione che la tradizione vuole per lo più urbana si trasforma in un bosco sospeso, rifugio dei giovani, fiabesco, poetico. Un intreccio fitto di rami frondosi e imponenti, che affondano le radici dietro le quinte, accoglie passerelle, camminamenti, “balconi” lungo i quali i personaggi si muovono, si incontrano, si scontrano, si affacciano sul mondo degli adulti, tetro, sporco, infetto.

Nata negli anni di transizione tra lo Shakespeare giovanile e quello maturo (la prima stampa risale al 1597), Romeo e Giulietta è, con le parole del grande anglista e traduttore Agostino Lombardo, un’opera «molto più ambigua e problematica di come non si creda». Leggi ferree e imperscrutabili ne governano l’intricato sistema delle relazioni e dei contrasti (gli adulti e i giovani, il potere oppressivo e la libertà, la corruzione e l’innocenza, la società e gli individui), il cui invariabile fulcro – nell’oscillazione tra il reale e le apparenze che “affligge” il carosello di personaggi – sembra essere l’ineludibile certezza della morte, radicale alternativa (o approdo salvifico?) all’anelito amoroso. Con una forza concettuale ed espressiva che attraversa i diversi livelli dello spettacolo (dalla nuova traduzione di Chiara Lagani alla straordinaria scenografia di Margherita Palli, fino alla polifonica composizione del gruppo degli interpreti), Mario Martone – alla sua prima regia per il Piccolo Teatro di Milano – accoglie i misteri del capolavoro shakespeariano e fa collassare la classicità di un testo pensato per essere “mondo” nel buco nero della nostra contemporaneità, coniugando la sintassi teatrale del passato con i tempi del presente. In questa suggestiva opera di ricomposizione delle ragioni di ieri, di oggi e soprattutto di domani, che trova la sua immagine simbolo nella maestosità degli alberi che intrecciano i loro rami sul palco, si diventa testimoni della capacità del teatro di lasciar emergere, sotto gli accidentati profili dei diversi paesaggi evenemenziali delle storie, quel fiume carsico di senso che percorre l’intera nostra storia. Claudio Longhi

Romeo e Giulietta di William Shakespeare
Traduzione Chiara Lagani
Adattamento e regia Mario Martone
Scene Margherita Palli
Costumi Giada Masi
Luci Pasquale Mari
Suono Hubert Westkemper
Video Alessandro Papa
Regista assistente Raffaele Di Florio
Assistente alla regia Michele Bottini, Giulia Sangiorgio
Casting Paola Rota
Interpreti Alessandro Bay Ross, Emanuele Maria di Stefano, Benedetto Sicca, Alice Torriani, Francesco Gheghi, Edoardo Sabato*, Federico Rubino, Libero Renzi, Michele Di Mauro, Lucrezia Guidone, Anita Serafini, Leonardo Castellani, Raffaele Di Florio, Licia Lanera, Jozef Gjiura, Francesco Nigrelli, Clara Bortolotti*, Gabriele Benedetti, Carlo Cecchi (voce registrata) Giuseppe Benvegna, Giada Ciabini*, Carmelo Crisafulli, Cecilia Fabris*, Hagiar Ibrahim, Ion Donà*, Sofia Amber Redway*, Caterina Sanvi*, Simone Severini
*allievi del corso Claudia Giannotti della Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano

Musicisti Leonardo Arena, Francesco Chiapperini e Giacomo Gagliardini
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Foto di scena Masiar Pasquali

Info e biglietteria: www.piccoloteatro.org

  • 02-03-2023 - 06-04-2023
  • Piccolo Teatro StrehlerLargo Greppi, 1 · 20121 MILANO · Italia
FourExcellences

FourExcellences

La voce narrante del Made in Italy FourExcellences è una piattaforma editoriale dedicata alle quattro eccellenze italiane: Architettura, Moda, Cucina, Luoghi d’arte. Sono le espressioni più celebrate del Made in Italy, di quel patrimonio di creatività e memorie che ci rende unici agli occhi del mondo.

Image
SEGUICI