Dal 23 novembre al 21 dicembre 2023 al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano in scena Trilogia della città di K. un progetto di Federica Fracassi e Fanny & Alexander tratto dal romanzo omonimo di Ágota Kristóf.
«In principio era la lingua. E la lingua era una sola. Oggetti, cose, sentimenti, colori, sogni, lettere, libri, giornali, erano la lingua. Non avrei mai immaginato che potesse esistere un’altra lingua, che un essere umano potesse pronunciare parole che non sarei riuscita a capire. Perché mai avrebbe dovuto farlo? Per quale motivo?». (Á. Kristóf)
In uno spazio circolare vuoto avanza una donna. Ha un accento straniero. Parla adagio. Racconta una fiaba nera di innocenza e malvagità. È la storia della sua vita? È tempo di guerra: due gemelli sono affidati dalla madre alla nonna, che è per loro una sconosciuta, una strega, un’assassina. Questa storia parla del loro legame, del loro trauma, del loro mentirsi, del loro perdersi nel grande quaderno di un mondo scritto in una lingua incomprensibile. La serie progressiva di personaggi che si moltiplicano con ritmo implacabile assume l’aspetto di strane carte: pannelli animati che traducono in scena il teatro mentale della narratrice. Il racconto si popola di purezza e atrocità, esseri guasti descritti con chirurgica esattezza. Sono le azioni, i piccoli gesti maniacali a definire le presenze. Quattro figure arcane, vicine alla straniera nello spazio scenico, a poco a poco, prestano voce e corpo, insieme a lei, a tutti i personaggi della storia, introducendo lo spettatore in uno strano inferno familiare, al contempo quotidiano e impossibile, concreto e astratto, degradato e nobile, crudele e innocente. In questo gioco raffinato di sdoppiamenti e rifrazioni, risulta difficile credere a chiunque: ogni cosa può essere da sempre una menzogna.
«Non si può spiegare tutto, non fa bene. Sull’esilio, sulla morte, sul dolore non c'è molto da dire. Sono fatti. Tutto qui.» (Á. Kristóf)
Se è vero che «ogni individuo», «prigioniero del proprio linguaggio», «è messo a nudo» e «svelato dal suo linguaggio» (R. Barthes), accade che «per chi non ha più patria, […] la scrittura diventi il luogo che si abita» (T. W. Adorno): è questo il destino di Ágota Kristóf, celeberrima autrice ungherese, vissuta – da “sradicata” – al confine di due lingue, quella natia e il francese, il mai amato idioma adottivo. Dall’esperienza dell’esilio e dalla condizione dello spaesamento nasce Trilogia della città di K., impetuoso e spietato equilibrismo “autobiografico”, sul «filo d’argento dell’infanzia», che prova a suturare l’immedicabile ferita della separazione dalle origini e a curare il dolore della solitudine (magany, in ungherese) con l’unica soluzione possibile: per l’appunto, «scrivere». Portare in scena questo capolavoro della letteratura mondiale richiede coraggio, ambizione, intelligenza, delicatezza, immaginazione: tutte qualità che non mancano a Federica Fracassi, da cui è partita la proposta iniziale, e ai Fanny & Alexander (Chiara Lagani e Luigi De Angelis), che – condividendo con l’attrice la passione per il libro di Ágota Kristóf – hanno accolto con entusiasmo l’invito. Da questa perfetta sintonia, riverberatasi sul piano della collaborazione con gli interpreti in scena (e sugli schermi), prende corpo una plurilinguistica “opera-mondo” che, nel segno della tecnica dell’eterodirezione, fa dialogare teatro, cinema, video, realtà e convoca sul palco una miriade di presenze (non ultima la stessa Kristóf), per affondare il bisturi nella terra di mezzo in cui verità e menzogna si confondono, attraversando quella che Nathalie Sarraute denomina «l’ère du soupçon». Claudio Longhi
Trilogia della città di K.
Un progetto di Federica Fracassi e Fanny & Alexander
Tratto dal romanzo omonimo di Ágota Kristóf
Adattamento e drammaturgia Chiara Lagani
Regia, scene, luci, video Luigi De Angelis
Costumi Gianluca Sbicca
Musiche e sound design Mirto Baliani ed Emanuele Wiltsch Barberio
Allestimento multimediale Michele Mescalchin
Scultura di scena Nicola Fagnani
Con
Federica Fracassi | Ágota Kristóf, Clara, Madre vecchia, Madre del sogno
e con (in ordine alfabetico)
Andrea Argentieri | Sottoposto, Peter, Joseph l’ortolano, Vecchio curato, Uomo dell’ambasciata, Uomo del sogno, Medico, Disertore, Padre del sogno
Consuelo Battiston | Yasmine, Sophie, Signorina dell’albergo, Infermiera, Antonia, Donna incinta
Alessandro Berti | Lucas/Claus
Lorenzo Gleijeses | Ufficiale, Victor, Michael l’insonne, Klaus
Con la partecipazione in video di
gemelli bambini Leone Maria Baiocco
gemelli adolescenti Yari Montemagno
madre Marta Malvestiti
padre Fausto Cabra
nonna Anna Coppola
Libraio/calzolaio Giovanni Franzoni
Labbro Leporino Cloe Romano
Curato Renato Sarti
Ufficiale Mauro Milone
Attendente Alfonso De Vreese
Bambini Vittorio Consoli, Domenico Iodice, Nicolò Latte Bovio
Ragazzi Andrea Bezziccheri, Ion Donà, Edoardo Sabato*
Soldato Lorenzo Vio*
Cugina, infermiera Giada Ciabini*
Madre internata Federica Fracassi
Sarah Nina Romano
Suora Chiara Lagani
E le voci di
Gemelli bambini Vittorio Consoli
Labbro Leporino Virginia Consoli
Fantesca Chiara Lagani
Padre Jasmine Woody Neri
Klaus Renzo Martinelli
Si ringrazia Chandra Livia Candiani per avere prestato la sua voce al personaggio di Mathias
*allievi del corso Claudia Giannotti della Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
Foto di scena Masiar Pasquali
Info e biglietteria: www.piccoloteatro.org








