Dal 10 al 15 giugno 2024 al Teatro Elfo Puccini di Milano in scena Trilogia della parola. Tre composizioni di Lino Musella: Pasolini / Shakespeare / De Filippo.
Le parole di tre grandi autori - declinate in modo sapiente - prendono vita sulla scena in una partitura finissima di testi e musiche eseguite dal vivo. Si tratta di lavori che Lino Musella ha concepito in tempi e modi molto diversi che hanno però lo stesso obiettivo: dare corpo e voce a pensieri e parole.
Come un animale senza nome è un’opera-concerto originale per la drammaturgia di Igor Esposito su testi di Pier Paolo Pasolini (Poeta delle ceneri e altri scritti), resa in forma di costellazione sonora e sostenuta dalla musica di Luca Canciello. Ne L’ammore nun’è ammore Musella rivela una forza scenica magnetica e una capacità sciamanica di suscitare emozioni, con la complicità di una lingua che è un efficace misto di tradizione letteraria e slang contemporaneo: un percorso attraverso gli immortali versi di Shakespeare ‘traditi’ in napoletano da Dario Jacobelli, in cui le immagini e le evocazioni si fondono perfettamente con le note della chitarra di Marco Vidino. Il musicista accompagna Musella anche in Tavola tavola, chiodo chiodo, un lavoro di grande intensità - che ha raccolto ovunque unanimi consensi di critica e di pubblico - dedicato a Eduardo De Filippo: uno struggente inno d’amore all’arte scenica, alla sua fragilità e alla sua forza.
Per presentare in sequenza queste tre raffinate e potenti opere Musella ha scelto Milano, città dove ha perfezionato la sua formazione e con la quale mantiene un legame profondo.
Lunedì 10 e martedì 11 giugno 2024 (ore 21.00)
Come un animale senza nome
Testi di Pier Paolo Pasolini
Un progetto di e con Lino Musella
Musiche originali di Luca Canciello eseguite dal vivo
Drammaturgia Igor Esposito
Come un animale senza nome è un’opera-concerto originale, su testi di Pier Paolo Pasolini.
Il poema autobiografico Poeta delle ceneri è la colonna vertebrale del corpus poetico che la voce di Lino Musella rende, in forma di costellazione sonora, nuova e vibrante, accompagnata dalle sonorità musicali di Luca Canciello.
L’intersezione tra le parole di e su Pasolini, la drammaturgia di Igor Esposito, la partitura musicale di suoni ed evocazioni eseguita in diretta sul palcoscenico: tutto contribuisce a costruire un concerto polifonico e vocale, un viaggio che l’artista compie insieme ad ogni spettatore, un percorso di avvicinamento, di scoperta e sottolineatura dei diversi aspetti racchiusi nella poesia.
La straordinaria e misteriosa potenza del fantasma pasoliniano torna a interrogare il nostro presente a più di cento anni dalla nascita del poeta.
Mercoledì 12 e giovedì 13 giugno 2024 (ore 20.00)
L’ammore nun’è ammore
30 Sonetti di Shakespeare traditi e tradotti in napoletano da Dario Jacobelli
Con Lino Musella e Marco Vidino ai cordofoni e percussioni
L’ammore nun’è ammore - nato a Roma a Le vie dei Festival nel 2016, grazie ad un precedente studio realizzato alla Festa di Teatro Eco Logico di Stromboli – è un’originale ‘recita dei sentimenti’ tra emozioni, atmosfere magnetiche e intensi desideri. Musella racconta l’amore, la bellezza e la caducità della vita in una lingua coraggiosa, viscerale e seducente. Ad affiancarlo sulla scena, Marco Vidino - ai cordofoni e alle percussioni – con le sue musiche suggestive e avvolgenti che accompagnano gli spettatori in questo intimo viaggio.
Dario Jacobelli, poeta scomparso prematuramente nel 2013, autore di racconti e romanzi, abile paroliere per musicisti come i Bisca, i 99 Posse e gli Almamegretta – ricorda l’attore - si dedicò negli ultimi anni della sua vita alla traduzione in napoletano e al tradimento, come amava definirlo, di 30 Sonetti di Shakespeare. Non aveva scadenze, non doveva rispettare le indicazioni o correzioni di nessun editore. Per committenti aveva i suoi amici più cari ai quali dedicava ogni sua nuova traduzione. I Sonetti in napoletano suonano bene. Battono di un proprio cuore. Indossano una maschera che li costringe a sollevarsi dal foglio per prendere il volo, tenendo i piedi per terra.
Venerdì 14 giugno 2024 (ore 20.30)
Sabato 15 giugno 2024 (ore 19.30)
Tavola tavola chiodo chiodo
Un progetto di Lino Musella e Tommaso De Filippo
Tratto da appunti, articoli, corrispondenze e carteggi di Eduardo De Filippo
Con Lino Musella
Musiche dal vivo Marco Vidino
A dare il là a questo progetto sono state le tante riflessioni emerse, durante la pandemia, sul mondo dello spettacolo e sulle sue sorti.
«In questo tempo mi è capitato - scrive Musella nelle sue note - di rifugiarmi nelle parole dei grandi: poeti, scrittori, drammaturghi, filosofi, per cercare conforto, ispirazione o addirittura per trovare, in quelle stesse parole scritte in passato, risposte a un presente che oggi possiamo definire senza dubbio più presente che mai; è nato così in me il desiderio di riscoprire l’Eduardo capocomico e mano mano ne è venuto fuori un ritratto d’artista non solo legato al talento e alla bellezza delle sue opere, ma piuttosto alle sue battaglie donchisciottesche condotte instancabilmente tra poche vittorie e molti fallimenti».
Tommaso De Filippo impegnato nella cura dell’eredità culturale della famiglia ha appoggiato Lino Musella nella sua ricerca nelle memorie di Eduardo volendo incoraggiare fortemente il dialogo tra generazioni in scena.
L’attore dà dunque voce e corpo alle parole delle lettere indirizzate alle Istituzioni, al discorso al Senato, agli appunti, ai carteggi relativi all’impresa estenuante per la costruzione e il mantenimento del Teatro San Ferdinando.
«Tavola tavola, chiodo chiodo – continua Musella sono le parole incise su una lapide del palcoscenico del San Ferdinando, lapide che Eduardo erige a Peppino Mercurio, il suo macchinista per una vita, che tavola dopo tavola, appunto, era stato il costruttore di quello stesso palcoscenico, distrutto dai bombardamenti nel ‘43. Faccio parte di una generazione nata tra le macerie del grande Teatro e che può forse solo scegliere se soccombere tra le difficoltà o tentare di mettere in piedi, pezzo dopo pezzo, una possibilità per il futuro, come ermeticamente indicano quelle parole incise nel Teatro di Eduardo che in realtà suggeriscono un’azione energica e continua.
Questo grande artista è costantemente impegnato a ‘fare muro’ per smuovere la politica e le Istituzioni e ne esce spesso perdente, in parte proprio come noi in questo tempo, ma anche da lontano non smette mai di alzare la sua flebile, roboante voce e mi piace pensare che lo faccia proprio per noi».
Info e biglietteria: www.elfo.org








