Amleto²
Dal 10 al 31 Dicembre 2024 in scena al Teatro Franco Parenti di Milano
Uno spettacolo di e con Filippo Timi
E con Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti e Gabriele Brunelli
Produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana
«Una gigantesca gabbia, paglia per terra a sottolineare che è quella delle belve feroci, un trono al centro, e poi drappi che si muovono come ombre nel buio e palloncini che fluttuano tutt’intorno e luci e colori. A distanza di quindici anni, Filippo Timi torna a mettere in scena il circo della follia nella sua personalissima riscrittura del celebre dramma shakespeariano, in cartellone al Franco Parenti fino al 31 dicembre.
Il suo Principe di Danimarca è viziato, irriverente e stufo. Stufo delle eterne dinamiche familiari, stufo dei continui tira e molla con Ofelia, stufo pure delle battute del copione. E in questa noia mortale, la follia appare come l'unica via di fuga, un atto di resistenza contro la monotonia esistenziale. In un continuo andare fuori e dentro il personaggio, attento al minimo starnuto in sala, tra un caos di citazioni illogiche ma logicissime, divagazioni che non abbiamo capito tutte (come capire la mente di un folle!!!) e scoppiettanti gincane musicali, l’Amleto alla seconda di Timi conquista, incalza, travolge e incanta. E lo fa azzerando regole e riferimenti.
Ma si sa, la follia non è solo paillettes e grandi gorgiere... la follia è abisso e schianto.
Lo schianto del cuore quando la voce di Amleto/Timi si fa profonda e vera. Lo schianto del cuore dietro il sorriso seducente e verticale della Marilyn di Marina Rocco, improbabile fantasma paterno. Lo schianto del cuore dell’amore respinto nell’Ofelia gravida di fango di Elena Lietti. E lo schianto del cuore di chi al posto del cuore ha una vescica d’urina gravida di peste nella prodigiosa Gertrude di Lucia Mascino, immensa a gambe divaricate sul trono. Esilaranti i suoi mono e bisillabi “Toh” ed “Esci”, così come il cameo del pappagallo tanto caro a Timi e tutte le strampalate varianti di suicidio della Rocco. Struggente l’immagine di Ofelia sul velo che il fioretto di Amleto fa volteggiare in aria.
Non c’è che dire, il circo della follia è esaltante, ma comunque resta gabbia dove quale il dentro e quale il fuori è facile confondere. Venendo dunque alla grande domanda... In un mondo privo di senso, quando la realtà diventa insopportabile e le bestie feroci ci braccano testa e anima… ESSERE O NON ESSERE? Il dilemma resta, ma dopo questo Amleto, consigliamo un pizzico di SANA FOLLIA per spezzare il ciclo di indifferenza e apatia e creare un universo alt(r)o contro la disillusione della vita quotidiana!»








