La vegetariana. Recensione

Recensione. Triennale Teatro Milano. Stagione 2024/2025

La vegetariana
Adattamento del testo Daria Deflorian e Francesca Marciano
Regia Daria Deflorian
Una co-creazione con Daria Deflorian, Paolo Musio, Monica Piseddu, Gabriele Portoghese 

 

 

«Dopo il debutto a Parigi al Festival d'Automne arriva alla Triennale di Milano ‘La vegetariana’ diretto da Daria Deflorian, adattamento teatrale del romanzo della scrittrice sudcoreana Han Kang, premio Nobel 2024.

La storia, trasposta fedelmente dal romanzo alla scena, racconta di una donna, Yeong-hie, interpretata da Monica Piseddu, che decide improvvisamente di diventare vegetariana. Un atto apparentemente semplice che, nella società conservatrice coreana, diventa un gesto dirompente e profondamente sovversivo. La sua scelta, incomprensibile e disturbante per chi la circonda, in primo luogo per il marito, interpretato da Gabriele Portoghese, apre una crepa nelle dinamiche familiari e sociali. Attorno alla decisione di Yeong-hie crolla un’intera famiglia, prima il suo matrimonio, poi anche quello della sorella, interpretata dalla stessa Daria Deflorian, e il marito artista, Paolo Musio.

Quello di Yeong-hie somiglia al gesto di Bartleby lo scrivano, il personaggio di Herman Melville, ma declinato in forma femminile. Al di là della scelta alimentare, il gesto della protagonista è soprattutto un rifiuto, inammissibile per una donna, dei codici sociali di una società fortemente patriarcale. La situazione sudcoreana, in questo senso, è una versione estrema delle dinamiche di genere che attraversano società di diversi paesi, compreso il nostro.

Non è sicuramente un testo semplice da portare in scena quello di Han Kang, dove la trasformazione del corpo della protagonista in un essere vegetale è raccontato con una lingua essenziale e cruda. Deflorian sceglie una scena fissa, un interno freddo e squallido dove gli spazi sono divisi da due travi di cemento a vista. Questo angolo, che sembra disegnato per ospitare la solitudine, cambia grazie all’uso sapiente delle luci disegnate da Giulia Pastore e a un espediente tratto dal linguaggio cinematografico: delle indicazioni di sceneggiatura che appaiono sulla trave a vista.

La trasposizione della regista trentina risponde alla radicalità del testo della scrittrice premio Nobel a partire da Monica Piseddu. Il corpo della straordinaria attrice, vivo e nudo in scena, ha una grande potenza espressiva e viene offerto all’occhio dello spettatore senza mediazioni. È l'interpretazione accorta di Piseddu a trasportare il pubblico nel dramma lentamente ma inesorabilmente. La nudità, lontana da ogni voyeurismo, si offre come uno schermo, così come avviene in uno dei momenti più riusciti dello spettacolo, su cui sembra proiettarsi tutta la violenza del mondo.

Quello che emerge dal lavoro registico è soprattutto un rispetto scrupoloso del testo e la scelta di una recitazione misurata. Se i due attori maschi, Musio e Portoghese, attraverso una sottile ironia, fanno emergere la banalità della violenza di genere che rappresentano, è nel personaggio della sorella, interpretata da Deflorian, che il dramma del testo emerge.

Nell’ultima parte dello spettacolo, quello in cui la sorella di Yeong-hie diventa protagonista, il testo si fa del tutto protagonista. Deflorian lo fa vibrare, così tanto che a volte - e sono momenti molto intensi - traspare l’amore e la riverenza di chi, come lettrice, ha amato le parole che sta pronunciando. È grazie all’esperienza di un teatro di racconto sperimentato per molti anni, a partire da Reality (2012) e Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (2013), ideati con Antonio Tagliarini, che Deflorian riesce a mettere in scena La vegetariana senza che si faccia pesare la provenienza dalla pagina scritta.

Deflorian, grazie soprattutto all’intuizione di portare in scena questo testo, si proietta finalmente nella dimensione internazionale che il suo teatro merita. Siamo tutte fiere di lei.»

 

La vegetariana dal 27 al 29 novembre 2024 in Triennale Milano Teatro.

 

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Maria Giovanna Cicciari

Maria Giovanna Cicciari

Maria Giovanna Cicciari è una regista e sceneggiatrice che vive a Milano. Con i suoi film ha partecipato a diversi festival internazionali. Da sempre appassionata di teatro, segue le stagioni milanesi, soprattutto le proposte più sperimentali, con grande interesse. Dal 2024 inizia a scrivere di teatro per FourExcellences.
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