Oliva Denaro. Recensione

Oliva Denaro Recensione Teatro Franco Parenti Milano 2025

Oliva Denaro
Con Ambra Angiolini
Drammaturgia Giorgio Gallione e Ambra Angiolini
Regia Giorgio Gallione
Produzione Agidi - Goldenart Production

Dal 22 aprile al 4 maggio 2025 al Teatro Franco Parenti di Milano



«Dice bene Ambra Angiolini a fine spettacolo. Non c’è traccia nei libri di scuola di Franca Viola. Eppure, fu proprio lei negli anni ’60 a rifiutare per prima il matrimonio riparatore, diventando un simbolo della lotta contro la cultura patriarcale in Italia e contribuendo all’abrogazione di quell’art. 544 del Codice penale secondo cui il matrimonio tra stupratore e vittima estingueva il reato stesso.

Tratto dal romanzo di Viola Ardone e diretto da Giorgio Gallione, Oliva Denaro è la storia di una ribellione fatta di piccoli passi, di curiosità e della voglia di dare un senso alle parole. “Quando non so, ascolto; quando non capisco, chiedo.”

In una scenografia bucolica, fra galline, spighe di grano e un albero d’arancio, Oliva Denaro giocosamente racconta il suo passaggio alla pubertà, i cambiamenti ormonali e caratteriali, scindendo quello a cui è favorevole da quello a cui non lo è, anche se dominante nella morale comune.

Ed è così che prendono vita i personaggi della madre che parla solo per motti antichi “La femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia”; la sorella Fortunata che fortunata non è perché, dopo la fuitina e il matrimonio riparatore, viene malmenata e disprezzata dal marito; il padre che, per il bene delle figlie, ascolta e agisce in silenzio, nelle retrovie, senza mai esporsi. Sarà proprio il rifiuto di Oliva, clamoroso e scandaloso, a mischiare le carte in tavola e innescare un vento di cambiamento capace di scardinare un codice millenario. «Se tu inciampi, io ti sorreggo», dirà il padre.

In un semplice abito azzurro, Ambra dà prova di grande presenza scenica quasi impeccabile dal punto di vista formale, ma a tratti manca di quell’anima capace di toccare davvero lo spettatore.

Ultima curiosità: l’articolo 544 fu abrogato solo nel 1981, insieme all’articolo 587 che legittimava il delitto d’onore. Ci sarebbero poi voluti altri 15 anni perché lo stupro fosse dichiarato “reato contro la persona”, e non più delitto “contro la moralità pubblica e il buon costume”.»

 

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Babi Campi Falcone

Babi Campi Falcone

Mi occupo di teatro da una decina di anni e lavoro nell'ambito della comunicazione da qualche anno in più. Mi piace fotografare volti per strada. Mi piace costruire mobili. E mi piace leggere. Da Ariosto a Philip K. Dick, da Pinter a John Patrick Shanley. Ultimamente e inspiegabilmente - anche qualche libro sulla fisica quantistica e la teoria dell'universo olografico. Tra i viaggi più belli, 10 anni di psicoanalisi junghiana...

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