RI TE
Dal 19 al 20 marzo 2025 alla TMT Triennale Milano Teatro
Ideato e interpretato da Marlene Montero Freitas e Israel Galván
Design visivo Yannick Fouassier
Suono e direzione tecnica Pedro León
Un progetto commissionato da Théâtre de la Ville Paris - Festival d'Automne à Paris
Prodotto da P.OR.K e IGalván Company
P.OR.K Associação Cultural è finanziata da Repubblica Portoghese – Ministero della Cultura/Direzione Generale dell'Arte
IGalván Company è sostenuta da INAEM Instituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Música
Prima italiana
«Solo in un territorio libero e aperto come la danza contemporanea potevano incontrarsi sullo stesso palco due artisti come Marlene Monteiro Freitas e Israel Galván, andati in scena con la performance "RI TE", nell’ambito del festival FOG della Triennale di Milano, il 19 e 20 marzo 2025.
Monteiro Freitas è una figura affascinante nel mondo della danza contemporanea. Originaria di Capo Verde e attiva principalmente in Portogallo, è nota, come coreografa e performer per il suo eclettismo e per il suo linguaggio fisico ultra espressivo. Monteiro Freitas è un talento visionario che arriva dall’altra parte del mondo: un’artista post-coloniale se dovessimo applicare un’etichetta, specificando che dietro a questa c’è la capacità di prendere la cultura occidentale, triturarla e ricostruirla con talento e dissacrazione.
Una strada al contrario - e per questo è assai sorprendente il loro incontro - è quella di Israel Galván. Figlio di ballerini professionisti di flamenco, Galván è cresciuto immerso nella tradizione più pura e autentica di un'arte nata nel cuore dell’Europa. La sua popolarità si inserisce in un contesto di profonda trasformazione: negli ultimi dieci anni il flamenco ha vissuto un autentico rinascimento artistico, guidato da una generazione di artisti coraggiosi e innovativi tra cui lo stesso Galván, ma anche Rocío Molina e Rosalía, che hanno saputo rompere con le convenzioni, fondendo il ballo tradizionale spagnolo con la danza contemporanea, il teatro sperimentale e la cultura pop.
RI TE è a tutti gli effetti un funerale comico del flamenco. I due artisti, vestiti in scena con delle tute bianche, segno tipico delle performance di Monteiro Freitas, abitano una scenografia minimale: un pavimento di legno, una parete di fondo e una luce al neon. Spiccano due sillas flamencas, le sedie tipiche delle performance andaluse. Sembra il retro di un palco, da cui i due protagonisti sono stati esclusi, ma anche un luogo di reclusione, un luogo di attesa. I due personaggi sembrano, nell’attesa di qualcosa, costretti a danzare: si muovono senza musica in un dialogo corporeo fatto di movimenti sincopati e automatici, interazioni cariche di tensione ed espressione.
Se il flamenco fosse una lingua, in RI TE è come se si utilizzassero solo le consonanti, gli elementi ritmici, le parti dure della danza. Le vocali, i movimenti dolci, vengono meno. Rimane solo l’’Olè’, a chiudere strofe ritmiche di diversa lunghezza, portate all’eccesso ogni volta in modo diverso. Il risultato della sfida di questi due corpi è una performance slapstick, comica e sorprendente. Come posseduti da un demone, Monteiro Freitas e Galvan danzano sul limite.
Nell’incontro fisico dei loro corpi, due mondi distanti collidono e si reinventano, generando qualcosa di totalmente inedito. Così, RI TE non celebra solo la morte simbolica del flamenco, ma ne annuncia una nuova, irresistibile incarnazione.»
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