Erodiàs + Mater strangosciàs. Recensione

recensione spettacoli teatrali milano stagione 2024/2025

Erodiàs + Mater strangosciàs
Da Tre lai di Giovanni Testori
Un progetto di Sandro Lombardi
Per Anna Della Rosa
Produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Compagnia Lombardi-Tiezzi
Progetto realizzato in collaborazione con Associazione Giovanni Testori

Dal 20 al 25 maggio 2025 al Piccolo Teatro Grassi di Milano



«In scena al Teatro Grassi fino al 25 maggio, Anna Della Rosa, guidata da Sandro Lombardi, torna a confrontarsi con Giovanni Testori in Erodiàs + Mater strangosciàs, secondo e terzo dei lai testoriani di cui lo stesso Lombardi è stato indimenticato interprete oltre venticinque anni fa.

Nella circolarità di un luogo in cui il tempo si compatta e un trono attraversa le epoche delle eroine rappresentate, prendono forma due voci femminili d’intensa fragilità. Erodiade che in un flusso di coscienza ora preghiera ora bestemmia, ora erotismo ora confessione, parla del suo amore mai realizzato per Giovanni Battista. E Maria che affronta la più atroce delle sofferenze per una madre, lo strazio davanti al corpo del figlio morto, in una rappresentazione in cui si concentrano tutte le madri della storia, di ogni guerra, di ogni crocifissione.

Protagonista assoluto, il grammelot tragico e viscerale di Testori che mescola dialetti lombardi, latino liturgico, suoni, versi e neologismi in una lingua invenzione e incarnazione insieme, che fa del corpo dell’attore la sua vera grammatica. Una lingua che non cerca l’eleganza, ma la verità nuda, scomposta e feroce. Un’urgenza espressiva ibrida e furiosa che nasconde un rischio sottile, quello di lasciarsi sedurre dal suo fascino potente perdendo, talvolta, la tensione profonda e l’abbandono totale - fisico e spirituale - che essa esige.

«Mai avevo sentito un autore mi desse tanto, mai che io gli restituissi tanto», dirà in un’intervista Sandro Lombardi che, con altrettanta generosità ha voluto fare dono di questi ruoli ad Anna Della Rosa dopo averla vista nell’allestimento del primo lai, Cleopatràs di Valter Malosti.

Nel teatro orientale, la trasmissione del ruolo è una tradizione profondamente radicata. È un atto sacro, spesso celebrato con un gesto simbolico o una cerimonia silenziosa. Così fece Guru Gopinath, uno dei più grandi maestri del Kathakali del Novecento, quando decise di trasmettere il ruolo del dio Shiva al giovane allievo Krishna Panicker, al termine di un lungo apprendistato. Così ha fatto Sandro Lombardi con Anna Della Rosa. Un gesto poetico che implica riconoscere nell'altro la capacità di custodire qualcosa di intimo e irripetibile. “Un lascito” dirà appunto Lombardi a inizio spettacolo, che richiede fiducia nel talento dell’altro e umiltà nel riconoscere che quel ruolo non appartiene a chi l’ha incarnato per primo, ma può (e deve) continuare a vivere.»

 

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Babi Campi Falcone

Babi Campi Falcone

Mi occupo di teatro da una decina di anni e lavoro nell'ambito della comunicazione da qualche anno in più. Mi piace fotografare volti per strada. Mi piace costruire mobili. E mi piace leggere. Da Ariosto a Philip K. Dick, da Pinter a John Patrick Shanley. Ultimamente e inspiegabilmente - anche qualche libro sulla fisica quantistica e la teoria dell'universo olografico. Tra i viaggi più belli, 10 anni di psicoanalisi junghiana...

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