Who the Bær è un personaggio dei cartoni animati creato dall’artista e ispirato al mondo delle fiabe, della letteratura fantasy, dell’animazione e dei parchi a tema. “Who”, come viene chiamat*, sembra non aver ancora sviluppato una forte personalità o istinti propri. Non ha un’identità, un genere e una sessualità definiti e non ha acquisito un aspetto preciso in quanto entità in continuo divenire. Who è consapevole solo di essere un’immagine e cerca di definirsi percorrendo un Whoniverse di rappresentazioni. Il mondo di Who the Bær è un ambiente piatto, online, visivo, pieno di infinite potenzialità.
Attraverso il percorso di formazione di Who, Simon Fujiwara esplora una pluralità di temi appartenenti a vari contesti: dalla crisi climatica all’appropriazione culturale, dalla chirurgia estetica all’arte pop. La mostra “Who the Bær” può essere interpretata come uno specchio distorto della nostra società ossessionata dallo spettacolo, dall’auto-rappresentazione e dalla ricerca del “vero io”.
Una serie di nuovi disegni, collage, sculture e animazioni introduce il pubblico giapponese a Who the Bær nella perenne ricerca di un sé autentico. L’allestimento della mostra si sviluppa in una successione di aree delimitate da tappeti color pastello. Queste sezioni tematiche si concentrano sui diversi aspetti di Who segnando le tappe del caotico viaggio di cui è protagonista.
Fujiwara ha creato Who the Bær durante il primo lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19 nel 2020, come “una risposta infantile e dadaista al carattere sempre più insensato della cultura dell’intrattenimento ipercapitalista”. Dopo la sua creazione Who the Bær è stato il soggetto di una prima grande mostra alla Fondazione Prada a Milano, seguita da un’esposizione al Kunstinstituut Melly di Rotterdam, entrambe nel 2021. Who è stato anche il protagonista di una campagna pubblicitaria globale in città come Milano, New York, Londra e Tokyo.








